A seguito dei numerosi articoli comparsi recentemente sulla stampa, ci sembra doveroso puntualizzare alcuni aspetti sui quali è necessario fare chiarezza, per formulare un necessario contraddittorio rispetto alle tante pseudo-informazioni presentate da molte testate, largamente fuorvianti e in diversi casi prive di fondamento.
Sarebbe bastato fare un piccolo approfondimento documentale per verificare che: - la società è seguita costantemente da un Magistrato della Corte dei Conti addetto al controllo concomitante, che assiste di norma a tutte le sedute del Consiglio di Amministrazione e interviene, se del caso, in tempo reale;
- Arcus è attentamente controllata da un Collegio Sindacale composto da funzionari pubblici di tutto rispetto;
- il Consiglio di Amministrazione della Società – composto da professionisti di valore - ha il compito indipendente di deliberare sul finanziamento dei singoli progetti previsti nei Decreti di programmazione interministeriali, a garanzia della loro effettiva viabilità;
- ogni anno il Ministro per i beni e le attività culturali presenta al Parlamento una relazione ampia ed esaustiva sull’attività compiuta da Arcus;
- ogni anno la Corte dei Conti presenta al Parlamento il periodico ampio referto sull’attività di Arcus.
I controlli descritti e i relativi documenti sono pubblici, e quindi immediatamente consultabili, unitamente al bilancio di Arcus, che è liberamente reperibile presso la Camera di Commercio, per trarne le giuste informazioni.
Il commissariamento
Il periodo di commissariamento di Arcus (concentrato prevalentemente nel 2007) è stato dettato dalla necessità di dotare la struttura di un organismo di governance temporaneo, in attesa di identificare e concordare la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, che è espressione della concertazione di tre Ministeri (MEF, MIT, MiBAC), così come prevede la legge istitutiva. In breve, è stato deciso di dare ad Arcus un commissario semplicemente per dotare la società di un vertice operativo, per coprire l’intervallo di scopertura degli organi decisionali ordinari (Consiglio di Amministrazione), evitando così fermi dell’attività aziendale. Le allusioni, quindi, a commissariamenti conseguenti a gestioni “opache” o ad illeciti è totalmente infondata. I commissariamento “punitivi” traggono la loro origine da comportamenti illegittimi delle società, ovvero coincidono con situazioni di dissesto finanziario. Basta leggere (e ancora una volta: perché chi scrive certi articoli non si informa, come sarebbe suo elementare dovere?) i documenti ufficiali e gli atti parlamentari per verificare che nessuna di queste occorrenze riguarda minimamente Arcus, la cui gestione non ha mai sollevato critiche di legittimità e è sempre stata caratterizzata da una assoluta salute dei conti. Non perdiamo tempo, poi, per commentare fantasie che associano a tale periodo un fantomatico finanziamento di tappe del giro d’Italia, eventualità talmente ridicola e priva di fondamento che viene da chiedersi da quale mondo fantastico la fola discenda.
I progetti finanziati
Da un’analisi attenta dell’attività di Arcus (e non da una superficiale lettura di titoli di progetti che addirittura si definiscono “oscuri”) si evince che sono state finanziate opere ed attività di grande valore culturale, probabilmente (e questa è una nostra pecca) senza dare la giusta enfasi all’attività svolta. Ad esempio, in campo archeologico sono stati finanziati interventi innovativi sia dal punto di vista delle tecnologie applicate ai beni culturali (con il coinvolgimento di Istituzioni come il CNR, La Scuola Normale di Pisa, le principali Università), sia per le loro correlazioni con la costruzione di infrastrutture fisiche (metropolitane, aree di sosta). Sono stati avviati con il MiBAC, le Regioni e le Fondazioni bancarie accordi quadro che prevedono priorità condivise di interventi sul territorio e finanziamenti congiunti (ad es. in Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte). Si sono identificati progetti di sviluppo di bacini culturali, per i quali Arcus ha anche definito indirizzi metodologici. Si precisa inoltre che i progetti extraterritoriali non sono esclusi dal nostro Statuto e che gli interventi condotti su beni ecclesiastici riguardano in molti casi opere di straordinario valore architettonico. Per ciò che concerne i finanziamenti in Abruzzo, sui giornali non si è tenuto presente il fatto che il terribile sisma risale al 6 Aprile, mentre la scadenza del bando 2009 di Arcus era fissata per il 30 Aprile (successivamente prorogata al 15 maggio 2009). Sono state pertanto esaminate le pratiche che erano precedentemente presentate in tempo utile. Bisognerà attendere gli indirizzi relativi al prossimo bando per esprimere una valutazione al riguardo. Dal poco fin qui rilevato, emerge comunque che è veramente riduttivo e fuorviante prendere a caso qualche titolo e costruire “ad hoc” delle tesi preconfezionate.
Il ruolo di Arcus
A fine 2009 risultavano deliberati, contrattualizzati e monitorati complessivamente 361 progetti (la totalità dei progetti previsti nei vari Decreti Interministeriali di programmazione), per un valore complessivo di circa 250 milioni di euro. A questi si aggiungono i progetti contenuti nell’ultimo Decreto di programmazione dell’1/12/2009, con ulteriori 206 progetti per un controvalore di 200 milioni di euro. Questo dimostra che la società è una realtà che ha contribuito e contribuisce a finanziare progetti nell’ambito dei beni e delle attività culturali, generando anche un notevole indotto socio-economico. I bilanci della Società sono sempre stati in utile, a dimostrazione ulteriore di una sana ed efficiente gestione. La struttura organizzativa inoltre è rimasta assolutamente ridotta per contenere al massimo i costi, anche in presenza di un volume crescente di attività, e contempla professionalità di alto profilo tecnico e manageriale provenienti dal settore pubblico e privato. La sede dove opera la società è una struttura decorosa e decisamente non lussuosa, in posizione baricentrica rispetto ai tre Ministeri di riferimento.
Un’ ultima doverosa riflessione va fatta, anche se non riguarda direttamente Arcus. Negli articoli che fanno riferimento a noi, viene citata più volte la Prof.ssa Elena Francesca Ghedini, adombrando dubbi sulla sua attività e sul suo rapporto con Arcus. Ancora una volta chi ha scritto gli articoli evidentemente non conosce personalmente la Prof.ssa Ghedini, perché noi che abbiamo avuto l’onore ed il piacere di interagire con lei per motivi professionali e istituzionali, non possiamo non testimoniare della sua caratura morale e scientifica che, unitamente ad una grande passione per la ricerca, per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, per l’innovazione, ne fanno una persona capace di dare grande lustro al nostro Paese.
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